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Nel corso degli anni, abbiamo notato come
in molti pazienti, portatori di protesi totali fin dall' età dello
sviluppo, si abbia nella parte interessata, un abbassamento dell'arcata
sopracciliare.
QUINDI SE ESISTE IL PROBLEMA...
Questa situazione é determinata
dal fatto che quando viene installata una protesi in età dello sviluppo,
non é stato preso in considerazione questo semplice fattore:
Quando l'ossatura del cranio
si sviluppa, in mancanza dell'occhio, essa non riceve una spinta
dall'interno dovuta alla crescita del bulbo, quindi l'espansione
non risulta uguale alla parte controlaterale.
Certamente, la protesi oculare
deve donare il massimo senso estetico nel portatore e quando questa
persona é un bambino, si capisce bene come i genitori ed i parenti,
insistano per ottimizzare principalmente questo aspetto.
Però, se l'ocularista, non
mira solamente al facile guadagno e spiega con tatto e dolcezza,
ma con assoluta fermezza che il bene per il bambino non é quello
di apparire "normale" oggi (tra l'altro i bambini a queste cose
non ci pensano) ma di avere un aspetto ottimale quando LUI
lo richiederà, c'é la soluzione:
Quando si esegue una protesi
totale, si cerca sempre di ottimizzare: la grandezza dell'apertura
palpebrale, il movimento, il riempimento della cavità. Nel caso
di un bambino, si deve eseguire una protesi che, a discapito dell'estetica
offra il massimo del riempimento della cavità. Questo per sostenere
l'arcata sopracciliare nell'età dello sviluppo. Inoltre, é indispensabile
un ridimensionamento della prostesi tutte le volte che la crescita
lo impone.
Solamente quando il medico
ortopedico riterrà che la crescita del cranio si sia stabilizzata,
sarà possibile intervenire definitivamente anche sul fattore estetico.
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